10 settembre 2009

Annozero

Ecco la lettera che Michele Santoro oggi ha inviato al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai consiglieri di amministrazione, a proposito della nuova edizione di Annozero, che dovrebbe debuttare giovedì 24 settembre.

Gentili Direttori,
a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero. Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive.

Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto, la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato.
Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai ( credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro.
Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite.
Vi comunico quindi che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente.


Roma, 8 settembre 2009

Michele Santoro

7 luglio 2009

VERGOGNA

I quattro agenti che hanno causato la morte di Federico Aldrovandi sono stati condannati a tre anni e sei mesi ciascuno per eccesso colposo nell'omicidio colposo. Due manganelli sono stati spezzati sul corpo del ragazzo. Federico aveva 18 anni. Gli agenti, che godranno dell'indulto di tre anni, non sono ancora stati radiati dalla Polizia.

27 giugno 2009

Signornò - Marco Travaglio - l'Espresso

Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolò Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità. Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa. Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita. Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian. Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina). Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere. Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest. Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza. E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale. Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”). Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento. Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista). Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”). Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno. Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?). Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere. Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?

25 giugno 2009

I terremotati....

I terremotati abruzzesi ormai lo aspettano. Non vedono l’ora di incontrare chi gli ha promesso di ospitarli nelle sue ville, di mandarli in vacanza sull’Adriatico e in crociera nel Mediterraneo. Così desiderosi di ringraziarlo che sono andati in trasferta fino a Roma. Lo psiconano non ha tradito la simpatia popolare. Ha mandato
all’Aquila Bonaiuti a riceverlo in una caserma della Guardia di Finanza. Ha tenuto un discorso al chiuso protetto dai mitra. Bonaiuti ha applaudito entusiasta e insieme a lui i finanzieri. Gli aquilani lo attendevano fuori per chiedergli alcune
spiegazioni sull’inverno in tenda che si prepara. Ma il tempo è tiranno e l’elicottero sempre pronto. Alcuni hanno interpretato il rientro precipitoso dello
psiconano come una fuga. Non è assolutamente così, ma va là, ma va là, ma va là. Molto più semplicemente non voleva finire nelle mani degli utilizzatori finali abruzzesi.
I rifiuti sociali

Beppe Grillo

22 giugno 2009

Repressione democratica

Ciao a tutti!!!! Io venerdì c'ero, insieme a mia moglie, al nostro bambino di tre anni e ai cognati, e ho visto delle cose INCREDIBILI!!! Eravamo quasi tutti con dei fischietti e le mani alzate...ma appena il Porco ha cominciato a notare che non si sentiva più la sua voce, ha dato ordine di farci portare via. E così è stato...peccato che ci siamo presi tanti calci dalla polizia inutilmente, visto che eravamo totalmente pacifici!!! In questo paese non è più possibile nemmeno protestare!!! Un vero peccato per la democrazia.

19 giugno 2009

Le faticose giornate dell'on. avv. Ghedini


l'Unità, 18 giugno 2009

Un anno fa l'on. avv. Niccolò Ghedini era un uomo distrutto: il cliente più lucroso del mondo, rendendosi immune dai processi col lodo Alfano, gli aveva sottratto il pane di bocca. Lui infatti s'era detto contrario al Lodo, confidando di «vincere i processi in aula» (nel senso di tribunale). Il noto cliente, conoscendosi, preferì vincerli in un'altra aula (nel senso di Parlamento). Ma ben presto l'On.Avv. si rivelò uomo di poca fede. L'illustre cliente, per non lasciarlo disoccupato, seguitò a combinarne di tutti i colori, garantendogli una mole di lavoro che fiaccherebbe un rinoceronte.

Il divorzio da Veronica ha costretto il penalista a mobilitare le sue due sorelle, per dividere il lavoro. E poi l'inchiesta Saccà, con tutte quelle ragazze da sistemare perché sennò parlano. E poi quella svampita di Noemi da Casoria, che s'è messa addirittura a parlare. E poi la sentenza Mills, su cui il difensore del cliente non-più-imputato ha voluto comunque dire la sua. E poi le foto di Villa Certosa, gnocca e voli di Stato. E ora l'inchiesta a Bari su altri stock di gnocca a prezzi di realizzo, stavolta a Palazzo Grazioli. E poi le comparsate tv per gridare «mavalà» e le dichiarazioni alla stampa per difendere l'indifendibile, prima che il Cliente apra bocca e faccia altri danni.

Giorni e notti a scartabellare, denunciare, esternare. Una vita d'inferno. Poi è chiaro che uno perde il filo e non sa più come si chiama. Come quando dice: «Non è casuale che l'avvocato del fotografo Zappadu sia eurodeputato Idv: una doppia veste - avvocato e parlamentare - che non si dovrebbe confondere...». O quando tenta di smentire la versione di Patrizia confermandola (e poi rettificando): «Ancorchè fossero vere le indicazioni della ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile». Ecco: senza rettifica, ora saremmo autorizzati a definire il premier «utilizzatore finale» di ragazze a tassametro. E a sospettare Ghedini artefice del complotto ai suoi danni. In ogni caso: grazie, avvocato.